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Contratto per il lavoro: parliamo di formazione.

Di Maria Francesca Battisti, Responsabile Area Formazione ASSISTAL

 

Arriva il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici e della installazione degli impianti, dopo una lunga trattativa, partita 15 mesi fa” é la frase che abbiamo letto molte volte, recentemente, su alcune testate giornalistiche.

ASSISTAL, Federmeccanica e Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, infatti, hanno siglato l’Accordo per il rinnovo del CCNL, lo scorso 5 febbraio 2021.

Durante i numerosi “incontri” tra le nostre Organizzazioni, volti al “dialogo”, sono stati affrontati diversi temi tra i quali quello della formazione continua e professionale con l’intento di restituire alla formazione il suo posto centrale.

La cultura, la ricerca, la formazione continua, hanno un ruolo preminente, rappresentano un valore reale per le Aziende del settore Metalmeccanico, della Installazione di Impianti e dei Servizi di efficienza energetica – ESCo e Facility Management,  ma soprattutto per le persone e l’intera comunità di lavoratori. Favorire la creazione di un mondo del lavoro migliore, inclusivo e focalizzare l’attenzione sulle potenzialità delle “persone” e le loro vocazioni, anche mediante percorsi educativi e formativi è una missione per ASSISTAL, che consiste essenzialmente nel guidare e dirigere il mondo del lavoro verso una maggiore consapevolezza condivisa.  L’accesso al “sapere” ha precisamente questo compito universale: combattere ogni forma di esclusione, aiutare gli uomini a vivere e a lavorare meglio, a comprendere gli altri anche per relazionarsi in maniera assertiva.

L’attuale periodo storico complesso, connotato dal cambiamento e anche dal dolore provocato dalla pandemia, ha rafforzato l’esigenza di investire nei processi di “innovazione” e nella evoluzione delle competenze rispetto alle diverse identità professionali, pertanto “riorganizzarsi” per “rinnovarsi” è diventato il binomio cardine per le Aziende, anche per affrontare le criticità di un mercato sempre più competitivo.

La “buona” formazione dovrebbe essere sempre più specialistica, rispondente e conforme alle necessità delle aziende e dei lavoratori, tesa a promuovere l’originalità, curando scrupolosamente i diversi programmi di studio e nuove metodologie didattiche, per coinvolgere in maniera capillare più persone, più lavoratori, anche con il prezioso ausilio delle Parti sociali.

Per diffondere congiuntamente la cultura della formazione è auspicabile creare una politica di forte incoraggiamento; l’introduzione di nuove tecnologie (per l’accrescimento delle competenze digitali), la valorizzazione del potenziale offerto da Fondimpresa mediante i suoi diversi canali di finanziamento, dal Fondo Nuove Competenze, dal Fondo Sociale Europeo.

Le Parti infatti durante il dialogo e le prime stesure dei testi, hanno sottolineato la peculiarità della formazione continua finalizzata ad aggiornare, perfezionare o a sviluppare le competenze personali dei lavoratori, a partire da una campagna diffusa di recupero del gap sulle competenze digitali, in stretta connessione con l’innovazione tecnologica e organizzativa dei processi produttivi e del lavoro, anche attraverso azioni di  sensibilizzazione volte a promuovere la tutela dell’ambiente.

Il focus è stato posto anche sul valore delle buone prassi e sull’importanza dell’analisi dei fabbisogni specifici di ciascuna impresa, all’interno di un processo ciclico, unitamente alla organizzazione, alla pianificazione, al monitoraggio della formazione, fino alla registrazione della stessa, anche mediante la tecnica del “Blockchain”.

Le 24 ore di formazione obbligatoria, dedicata ai lavoratori dipendenti, già prevista dal CCNL, da realizzarsi nell’arco del triennio, potrà tuttavia essere fruita o completata entro i sei mesi successivi al triennio stesso, per agevolare le aziende e i lavoratori nelle attività organizzative e quindi assolvere tale adempimento contrattuale ormai cristallizzato.

Una grande attenzione è stata dedicata all’alternanza “scuola-lavoro” per l’accrescimento delle reti di collaborazione tra il mondo del lavoro e della formazione, dimensioni che dovrebbero essere sempre più interconnesse per garantire un sistema organico di proficua collaborazione. Anche l’“apprendistato professionalizzante” può evidentemente “educare al lavoro” e quindi caratterizzare “la buona scuola” per la creazione di nuovi talenti. Conoscere, comprendere e nello stesso tempo operare può divenire un’azione modellatrice di un’abile realizzazione pratica e teorica: capire non è un fatto arbitrario né una esperienza passiva, ma un atto responsabile. In ogni atto di conoscenza entra un contributo appassionato della persona, questa componente è vitale, è un impegno intellettivo.

ASSISTAL e le OO.SS., attraverso un confronto dialogico permanente, (che proseguirà anche durante le riunioni delle Commissioni per la formazione professionale e l’apprendistato) affronteranno nuove sfide per incrementare il lavoro di conoscenza, di studio, di ricerca, per affiancare nel tempo le aziende e i lavoratori durante un “viaggio” evolutivo, condiviso.